STRUMENTI CON UN’ANIMA DIGITALE

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AX-DG1015AF

Generatore: funzionale; Banda: ≤15MHz; LCD TFT 3,5"; Canali: 2

AX-LCR41A

Ponte RLC; LCD 5 cifre; 3x/s; 0,0001÷9,999MΩ; 0,1p÷9999uF; 400g

AX-EL600W

Carico elettronico; LCD 4,3", retroilluminato; 0÷150V; 0,001÷60A

AX-C850

Calibratore RTD; Ambito di misurazione IR: 0,01÷400/1500/3200Ω

AX-DG100-SOF

Software; Applicazione: AX-DG105

AX-C708

Calibratore multimetro; V DC: 0,01m÷40m/400m/4/40/400V

AX-DG1005AF

Generatore: funzionale; Banda: ≤5MHz; LCD TFT 3,5"; Canali: 2

AX-C605

Calibratore per circuito chiuso; V DC: 0÷28V; I DC: 0÷22mA; 1mVDC

AX-C830

Calibratore delle termocoppie; V DC: -10m÷75mV

AX-LCR42A

Ponte RLC; 20÷200MΩ; Prec.di misurazione R: ±0,3%; 200p÷20mF

F.A.Q.

Qual è la differenza tra misurazione della resistenza e misurazione della resistenza d'isolamento?

Entrambe le misurazioni servono a determinare la resistenza. Varia il tipo di elemento esaminato, ciò si traduce in un differente intervallo di valori di misura.

Nel caso della resistenza dei componenti elettronici, questa rientra nella gamma di qualche decimo di ohm – al massimo – fino a qualche megaohm [MΩ].

Mentre il valore della resistenza d'isolamento spesso viene espresso in gigaohm [GΩ].

Affinché l'esame di un tale elevato valore di resistenza elettrica sia possibile, è necessario applicare una tensione di prova nettamente superiore rispetto alle classiche misurazioni della resistenza.
Questi valori di tensione solitamente rientrano nella gamma da 100 VDC a 1000 VDC, e non sono adatti per la misurazione della resistenza di componenti, in quanto si corre il rischio di danneggiarli.

Naturalmente la generazione di un valore di tensione così elevato mediante un dispositivo di dimensioni ridotte implica il soddisfacimento di ulteriori requisiti, legati alla struttura dello strumento di misura e alla sicurezza di utilizzo dello stesso.

Quali sono le cause ed i vari tipi di sovratensioni?

Le sovratensioni negli impianti elettrici vengono suddivise in due gruppi:

  • sovratensioni di origine interna,
  • sovratensioni di origine esterna.

Questa suddivisione si riferisce alle cause, a seguito delle quali hanno origine le sovratensioni.

Le sovratensioni di origine interna hanno luogo all'interno dell'impianto elettrico, ad es. a seguito di commutazione di correnti, guasti o variazioni improvvise dei carichi. Queste sovratensioni vengono a loro volta suddivise in:

  • sovratensioni di manovra, che si verificano durante l'inserzione e la disinserzione di linee a vuoto, nonché durante lo scollegamento automatico in caso di cortocircuiti;
  • sovratensioni temporanee, dovute ad un'improvvisa variazione del carico;
  • sovratensioni da corto circuito, dovute a guasti a terra;
  • sovratensioni dovute a fenomeni di risonanza.

Il secondo gruppo comprende le sovratensioni di origine atmosferica, causate da fenomeni ambientali, ed in pratica dovute a scariche atmosferiche (fulminazione).
Queste sovratensioni vengono suddivise in funzione alla distanza della fulminazione. Le sovratensioni di maggiori entità sorgono in caso di fulminazione diretta sul conduttore di linea, il secondo caso prevede gli episodi di fulminazione indiretta, con scariche atmosferiche in prossimità della linea elettrica. Minore importanza assumo le scariche nell'atmosfera, tra le nuvole; che, naturalmente, più sono vicine alla rete elettrica, più sono forti. Le sovratensioni di origine atmosferica inoltre possono essere causate da onde radio.

Le sovratensioni inoltre possono essere suddivise in base alla loro durata, e possono essere di tipo impulsivo o di lunga durata.

Come viene effettuata la misurazione della resistività di volume e superficiale di campioni dell'isolamento elettrico?

La resistività di volume e quella superficiale rappresentano i due parametri fondamentali dell'isolamento elettrico.

Resistenza di volume
si riferisce alla corrente che scorre all'interno di un materiale isolante sotto l'effetto di un campo elettrico costante. Viene misurata sempre con metodo indiretto, mediante la misurazione della resistenza di volume, tenendo conto della superficie efficace dell'elettrodo di misura e dello spessore del campione. L'esecuzione di misurazioni di questo tipo non è facile per via dei bassi valori di corrente condotta. Pertanto durante l'esame della resistività di volume del materiale è necessario valutare un elevato numero di campioni e calcolare la media dei risultati, soprattutto se il materiale presenta una struttura non omogenea.

Resistività superficiale
si riferisce alla corrente che scorre nello strato superiore del materiale esaminato. Questa grandezza viene misurata con metodo indiretto, mediante la misurazione della resistività superficiale; tenendo conto della lunghezza effettiva degli elettrodi di misura e della distanza tra gli elettrodi. Si tratta di un esame difficile, tanto più che la conducibilità superficiale è influenzata dall'ambiente circostante, fenomeno particolarmente evidente nel caso di materiali che presentano un'elevata resistività.


La resistività di volume deve essere misurata mediante tre elettrodi: un elettrodo di misura ed uno di protezione su un lato del dielettrico, ed un elettrodo per la tensione sul lato opposto. La misurazione avviene similmente a quella della resistività superficiale, in cui differisce solo la disposizione degli elettrodi. L'elettrodo di misura e quello per la tensione si trovano in questo caso sullo stesso lato del dielettrico, mentre l'elettrodo di protezione viene installato sul lato opposto.

Qual è la differenza tra un normale oscilloscopio da banco ed un oscilloscopio portatile?

Le funzioni di un oscilloscopio da banco e quelle di un oscilloscopio portatile (palmare) sono simili, salvo il fatto che la versione palmare spesso dispone di ingressi separati, destinati all'esecuzione di misurazioni tipiche per un multimetro.

L'oscilloscopio da banco viene solitamente utilizzato in laboratori e viene posizionato sul banco di lavoro.

L'oscilloscopio portatile:

  • può essere tenuto in mano o posizionato in verticale,
  • è più leggero ed occupa meno spazio, non necessariamente deve presentare parametri inferiori rispetto agli oscilloscopi di classe superiore,
  • può disporre di alimentazione a batteria o a batterie ricaricabili,
  • facilita il monitoraggio del funzionamento di macchine fisse di grandi dimensioni e luoghi difficilmente raggiungibili.

Sul mercato sono disponibili oscilloscopi portatili che presentano fino a 4 canali, il cui prezzo spesso supera il prezzo di acquisto di un oscilloscopio da banco con caratteristiche simili.

Gli involucri con grado di protezione IP67 assicurano l'impermeabilità?

Il grado di protezione IP67 assicura la tenuta in caso di immersione del dispositivo in acqua. Tale evento può verificarsi anche nel corso del normale utilizzo, ad es. in modo accidentale. Ciò non significa, tuttavia, che il dispositivo può essere permanentemente utilizzato sott'acqua o lavato sotto pressione.
Il grado di protezione IP67 consente l'immersione di dispositivi di piccole dimensioni ad una profondità fino a 1 m, tuttavia per un tempo non superiore a mezz'ora.

Se un determinato prodotto deve essere usato continuamente sott'acqua, è necessario cercare una dispositivo che offra un grado di protezione IP68. Le limitazioni di utilizzo devono essere specificate singolarmente dal produttore.

Tuttavia, se è necessario effettuare un lavaggio a pressione, si consiglia di utilizzare dispositivi con grado di protezione ad es. IP66K o IP69K. Nel primo caso il grado di protezione prevede solo una breve immersione in acqua.

Cogliamo l'occasione per ricordare che la il grado IP67 garantisce la piena resistenza alla polvere del prodotto.

Qual è la funzione dello spazzolamento di frequenza (sweep) in un generatore?

La funzione di spazzolamento di frequenza consente di generare un'onda dai parametri prefissati. Uno di questi parametri – e più specificamente la frequenza – varia ciclicamente.

L'utente può specificare:

  • la forma del segnale generato (ad es. sinusoidale, rettangolare),
  • l'ampiezza d'onda,
  • ed i parametri aggiuntivi, ad es. il fattore di riempimento.

Quindi può indicare come deve variare la frequenza del segnale.

L'utente può selezionare:

  • le frequenze limite ed il tempo in cui deve avvenire l'intero ciclo di spazzolamento,
  • la direzione (ad es. ascendente o ascendente-discendente)
  • e la modalità di aumento della frequenza (ad esempio lineare, logaritmica).

Il segnale ottenuto in questo modo risulta utile in primo luogo per esaminare la risposta in frequenza di dispositivi e componenti. Inoltre, può essere utilizzato per comandare altri dispositivi, per i quali la frequenza del segnale di ingresso fornisce informazioni sul loro stato di funzionamento.

Da cosa dipende la temperatura del punto di rugiada?

La temperatura del punto di rugiada esprime quanto, in un determinato ambiente, sia necessario raffreddare con aria una superficie, affinché su di essa inizi a condensarsi l'acqua.

Questa temperatura dipende principalmente:

  • dall'umidità relativa (RH)
  • e dalla temperatura dell'ambiente (T).

Questo fenomeno avviene tanto più facilmente, quanto maggiore è l'umidità relativa dell'aria.

Ciò significa che per un'elevata umidità relativa, la temperatura del punto di rugiada sarà alta (non si discosterà significativamente dalla temperatura corrente dell'ambiente).

Il punto di rugiada dipende direttamente dalla temperatura dell'ambiente, ciò è dovuto all'influenza dell'umidità sulla differenza tra la temperatura dell'ambiente e la temperatura del punto di rugiada.

Valori esemplificativi del punto di rugiada (DP)

Temperatura dell'ambiente Umidità relativa Temperatura superficiale
AT [°C] RH [%] DP [°C]
20 65 13.7
23 67 16.5
20 68 13
24 60 16.5
18 65 12
22 55 12

 

Vale la pena di aggiungere che la temperatura del punto di rugiada dipende dalla pressione presente nell'ambiente (maggiore è la pressione, più basso sarà il punto di rugiada); tuttavia nella maggior parte delle situazioni, in pratica è sufficiente prendere in considerazione la temperatura e l'umidità relativa dell'aria, che di per sé esprimono la relazione con la pressione.


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Cosa fare quando il pirometro non dispone di regolazione del coefficiente di emissività?

Il coefficiente di emissività assume valori nella gamma da 0 a 1.

Nel caso dei pirometri in cui non è possibile impostare manualmente questo coefficiente, lo stesso di norma è salvato nella memoria del dispositivo con valore fisso pari a 0,95. Questo valore del coefficiente corrisponde alla maggior parte dei materiali esaminati.

Il problema sorge nel caso in cui si desidera misurare materiali molto lisci, come ad esempio metalli lucidati, dove il coefficiente di emissività assume un valore inferiore a 0,1.

Per misurare la temperatura di tali oggetti si consiglia di acquistare un pirometro con possibilità di regolazione manuale del coefficiente di emissività. Se ciò non fosse possibile, è possibile intraprendere alcuni interventi che consentono di migliorare la precisione di misura della temperatura:

  • utilizzo di uno speciale nastro isolante di calibrazione con coefficiente di emissività noto, che può essere applicato sull'oggetto che si intende misurare.
    Il nastro assume rapidamente la temperatura dell'oggetto ed il coefficiente di emissività del nastro corrisponde al coefficiente salvato nella memoria del pirometro.
  • determinazione autonoma dell'errore di misura per diverse temperature, nella gamma che interessa l'utente.
    Il confronto tra le letture del pirometro e le letture di un termometro a contatto, consentirà la conversione delle misurazioni effettuate con un pirometro in valori più vicini a quelli reali.

Entrambi i metodi possono essere utilizzati anche per superfici con coefficiente di emissività non noto.

Quali criteri deve soddisfare una buona illuminazione?

Le norme di legge vigenti specificano i requisiti inerenti l'illuminazione di diversi ambienti. Durante la valutazione dell'illuminazione artificiale vengono presi in considerazione i seguenti fattori:

  • intensità,
  • uniformità,
  • possibilità di abbagliamento e distribuzione delle luminanze,
  • luce pulsata e resa cromatica,
  • presenza di ombra.

Le normative europee definiscono i valori specifici di intensità dell'illuminazione per le diverse tipologie di ambienti. Ad esempio, per le aule nelle scuole tale parametro dovrebbe essere a livello di 300 lx, per i laboratori da 500 lx a 1000 lx, per le sale operatorie oltre i 1000 lx. Le misurazioni vengono effettuate sul piano di lavoro con l'utilizzo di luxmetri, in punti equidistanti, solitamente ogni 1 m.

Eccessive differenze di luminanza nel campo visivo umano possono dare origine ai cosiddetti abbagliamenti, rendendo difficile l'identificazione degli oggetti. Un ulteriore problema è costituito dalla luce pulsata, che causa un effetto simile a quello stroboscopico.

Di notevole importanza è anche la resa cromatica. La luce generata da lampadine a incandescenza è calda e risulta più naturale per l'occhio umano, mentre la luce emessa da lampadine fluorescenti compatte è in genere più fredda. Nel caso dell'illuminazione a diodi, molto dipende dal tipo di LED utilizzati.

Una buona illuminazione universale dei locali dovrebbe sfruttare sorgenti luminose che emettono radiazioni nel campo visibile, il più possibile ravvicinato a quello della luce solare.

La presenza di ombre invece esprime quanto la sorgente luminosa sia concentrata e provochi la formazione di ombre.


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